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« There is no love here and there is no pain »

every day is exactly the same

Tinta

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«Un ammasso di elementi anatomici discordanti che uniti insieme creano un essere dalle mille facce che risulta complesso da rappresentare con precisione... per cui se ne manifesta solo una alla volta. E sempre diversa dalla precedente.»
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Sprazzi di lucidità


Soundtrack momentanea : qualsiasi cosa di Foetus

Ultimo libro letto : Henrik Ibsen, Casa di bambola

Ultima pellicola assaporata in un qualche cinema : Mark Osborne/John Stevenson, Kung-fu Panda

Reviewed on screen : Danny DeVito, The war of Roses (1989)

Erasure - A Little Respect

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«There is no place I can go, there is no way I can hide»

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marcellowrote:
cosa inutile, ti mando un bacione e un sinciuero e caloroso augurio di un buon periodo di festa....
ciao bottana, ti vogghiu bbene
Dec. 22
...bat masself chipp slippinnnn' hhhaaaaaaahhhh
Saluti dal Photosynthetical Review of Boston
Dec. 9
Emanuelawrote:
Ciau Amole Sono La Tua Solellina Piccina...No Vabbè Nn Così Piccina. Che Fai? Io Girovagavo un po tra i siti di giochi online e non ce n'è neanke 1 intelligente. Ci Vediamo Il 24 Con Una Sorpresa....Tua Sorella "RompiCoglioni"
July 10
Il mio genio maligno ha appena partorito l'idea di venire a Bologna oggi stesso... attendo che Lalla si svegli... stanno arrivando...stanno arriv................................................................................................................................................................................ °-°
July 3
Hahaha, la pulcina legge Palahniuk ora?! ^^
Brava pulcina, quando hai finito leggiti survivor, cavie, ninna nanna e diary...in mezzo mettici fight club se è passato abbastanza tempo da quando hai visto il film.
Cmq, secondo me soffocare è quello che fa più cagare tra tutti i suoi...

Se ti piace il genere torna da me con le mani a coppa, ti darò altri nomi di scrittori che gli assomigliano per tematiche e schiettezza
July 3







Photo 1 of 69
April 23

Far East part. 0

Nella tiepida attesa di annotare qualcosa di cinematograficamente critico riguardo alla mia appena trascorsa permanenza ad Udine in occasione della decima edizione del FEFF (se volete farci un salto,giusto per sapere di cosa si tratta: http://www.easynetserver.it/easynet/Frameset.asp?CODE=FEFF&FROMSTART=TRUE ) mi crogiolo nel ricordo di questi piacevoli tre giorni passati con la cara Laura, alla quale va un particolare ringraziamento per aver diligentemente sopportato i miei bizzarri e fin troppo esuberanti sprazzi di schizofrenico esibizionismo, e per aver assecondato la mia scarsa voglia di conversare al mattino preferendo piuttosto consumare tacitamente l'abbondante colazione di cui ci siamo beate in tutte le mattine udinesi (fosse durato magari...).
 
Alla padrona del bed&breakfast, cordialissima donna che ha avuto la carina idea di accompagnarci in stazione (evitando così spiacevoli inumidimenti dati dalla simpatica pioggia), va una speciale menzione per la fantastica tavola imbandita e decorata ogni mattina [''Ma secondo te ha fatto un corso per riuscire a fare tutto questo?'' ''Magari ha semplicemente buon gusto...'' - tratto da : La saggezza di Laura].
Stanza sufficientemente spaziosa per entrambe, parquet,piumini colorati,bagno piccino ma fruibile (c'era anche il Dove shower incluso *_*), tutto molto pulito ed in ordine. Servizio inattaccabile dunque (faccio pubblicità occulta, che proprio occulta non è : http://www.casastucky.it/home_casastucky.php?n=9&l=it) . 

Ecco annotatevi pure questo : se siete ad Udine e la serata procede troppo in là per cui vi troverete a dover tornare a casa con mezzi pubblici, diciamo verso le nove, sappiate che sarete costretti o a chiamare un taxi (cosa credo inutile,una camminata notturna non fa mai male, specie se c'è quell'arietta tranquilla che sa di estate)  o tornare appunto a casa a piedi. I bus, dalle 20 in media,non effettuano più servizi.
Il che per noi non è stato proprio un problema insormontabile, nonostante uscissimo dal teatro/cinema in media verso mezzanotte. Ripeto, se non piove, passeggiare di notte per i viali udinesi non è poi così male. Vi consiglio però di chiamare Laura e fare il tragitto con lei. Le strombettate di clacson sono assicurate :D
 
Il festival in sé si è rivelato piuttosto ben organizzato, non fosse stato per quella storia dei bus inesistenti alla fine delle proiezioni serali.
Le pellicole presentate, alcune alla presenza degli stessi registi - ricordiamo il famoso Hideo Nakata, che ha presentato il suo ''L change[s] the worLd'', più che altro semisconosciuto ai più, ma pare sia il padre del j-horror (ha diretto Ringu, tratto dall'omonimo romanzo di Koji Suzuki, di cui The Ring di Gore Verbinski è il remake/americanata) - in quanto spesso si trattava di european premiéres, si sono rivelate piuttosto interessanti da tutti i punti di vista e non mancavano echi occidentali.
 
Gli organizzatori del festival han voluto dedicare quest'anno (non so gli altri, mi informerò) l'evento al cinema sud-coreano, concedendoci anche una pregevole retrospettiva del praticamente sconosciuto Shin Sang-ok, regista degli anni '60 di cui prossimamente parlerò (noi,nel nostro piccolo, abbiamo solo potuto gustare tre film del sovracitato e da un paio d'anni deceduto).
Accanto a questo ovviamente non son mancate le chicche tailandesi (''Handle me with care''), hongkonghesi (''Trivial Matters'', di
Pang Ho-Cheung, anche autore della sigla del festival - vi prego di guardarla, per me ormai imitare il tizio era diventato un rito propiziatorio ad ogni proiezione: http://it.youtube.com/watch?v=PftsT0g5pMY&eurl=http://www.fareastfilmtheblog.com/2008/03/langswitch_lang/it) e japponesi.
 
Di certo sarà un evento da ricordare e da segnare sul calendario.

F                           

 

April 16

Il titolo è sempre la parte più difficile - Part. II

Preparandomi  per una serata tra colleghe.
seratina tranquilla,senza pretese ne aspettative.
Per un'attimo, ossrvando i miei ricci allo specchio,mentre li asciugavo, mi sono resa conto di quanto siano belli.
''Stronza'' dico, biasimandomi di averli  tormentati con piastre e spazzole metalliche  per anni.
Mi piaceva palpare la chioma liscia e setosa. Era proprio la sensazione del  levigato sotto i palmi che adoravo.
In fondo credo di averlo fatto, inconsciamente, anche per lui.
 
Mi piaceva quando mi raccoglieva la criniera in una lunga coda e  li lasciava poi con grazia precipitare in basso, quasi a formare un'onda sinuosa.
Strano, perchè la grazia non era proprio una qualità che gli si confaceva a quel tempo.
 
Il tempo è famoso  per i suoi effetti.
Adesso amo il riccio. Lo curo, lo venero.
Ripromettendomi di non permettere mai a nessuno di condizionarmi tanto da obbligare me stessa a desiderare di essere altro.
 
Nonostante tutto, continuo ad avere la cattiva abitudine di mangiucchiarmi le labbra.
Le unghie ormai le ho abbandonate alla cura regolare di una limata e qualche traccia evidente di purpureo smalto.
Questo mi ha fatto  di parecchio rivalutare  le mie mani. Con quelle lamine cornee di qualche millimetro lunghe,dipinte, fanno tutt'altro effetto.
 
Di tanto in tanto mi capita di divorare  pezzi di morbida pelle. Giusto per scaricare qualcosa, presumo.
 
Continuo a tentare di non dimenticare di ricordarmi di  tenere un block notes o dei post it sul comodino.
Sento la necessità di annotare certi sogni.
Magari, superata quella sensazione ancora calda, e col senno di poi riesci a guardarli con un'altra ottica. Oggettivamente,se possibile.
 
 
''Non sono sicuro di riuscire a seguirti...''
Ma mi pigghi pu' culo ?
Idiota.
 
 
                     
 
March 21

''Di cosi tanto mondo c'è solo un posto in cui possa tornare''

E' quasi ora di pranzo. Mia mamma ha preparato delle sicuramente ottime lasagne al forno per, così dire, festeggiare il mio ritorno ed a suo modo darmi il benvenuto.
E io apprezzo molto sia lo sforzo che il risultato finale.
 
La mia vecchia scrivania sulla quale negli anni passati ho trascorso le mie notti non c'è più. E' stata sostituita da quella di mia sorella, che di certo non ci passa neanche un momento.
Alcune stanze hanno subito cambiamenti. Ma certe cose sono rimaste sempre le stesse, come l'odore forte e unico della casa, l'umidità delle lenzuola, il gatto (che ormai, spero, abbia raggiunto lo stadio finale della sua crescita smisurata) zompettante lungo il corridoio che, in mattinata, viene irradiato da uno stupendo connubio luce/ombra.
 
Il viaggio è stato estenuante, forse paragonabile per un trentaduesimo a quello intrapreso da Ulisse per raggiungere la sua amata Itaca.
Ma io di maghe non ne ho incontrate, ne tantomeno ho trovato proci al mio arrivo.
Quell'uomo però ha fatto della sua isola l'obbiettivo della propria esistenza. Io un po' meno.
 
Al contempo però, quelle quattro ore sono state formative per me. Ho avuto modo di trovare alcune risposte. Magari non definitive, ma pur sempre, a mio avviso, importanti.
Il mio implicitamente smisurato Ego, quello che più volte nominerò, una volta averne scoperto l'influenza preponderante che è in grado di esercitare sulla mia esistenza, ha inviato input, ottenendo delle gradite adulazioni. Cosa che a lui, di certo, non dispiace.
Avevo scordato com'era chiacchierare per tre quarti d'ora con un tizio che non hai mai visto. Probabilmente perchè non ne ho mai avuto l'occasione (mah, magari ce n'è stata ma figurati se, con la scarsa memoria che spesso mi ritrovo, me ne ricordo).
Sta di fatto che la chiacchierata s'è rivelata interessante e mi ha fatto scoprire il grado di inlfuenza che io ho sulle persone. Io da cui il mio Ego trae, per così dire, nutrimento.
Rischiando di peccare di superbia, forse il meno preferito ma troppo spesso sfiorato, posso affermare che quel grado s'è rivelato soddisfacente.
Ovviamente senza contare l'età,il sesso, la condizione sociale del suddetto individuo. Tenendone invece conto, potrei dire che poteva semplicemente trattarsi di implicite adulazioni di circostanza. Rigorosamente ricambiate.
 
I due giorni a Milano che hanno preceduto il ritorno in patria sicula si sono rivelati piacevolmente spassosi. Vuoi per il gradito cibo riservatomi, vuoi per la gentilezza dei due amabili cugini di un decennio e passa più grandi, ho trascorso veramente due giorni interessanti.
E non mi riferisco tanto agli svaghi, alle passeggiate, alla tv satellitare che mi ha permesso di vedere il mio adorato Greg House in una puntata della IV serie, ai gamberoni argentini che han deliziato il mio palato meno che mai raffinato o, ancora, al gradito regalo tecnologico e inaspettato.
Mi riferisco in particolar modo, senza omettere i benaccetti omaggi sovracitati, alla possibilità di trascorrere del tempo con parenti di cui io ignoravo completamente il carattere, il pensiero, gli atteggiamenti quotidiani.
Il loro vivere a Mediolanum trecento giorni (e forse anche meno) su trecentosessantacinque non ha sicuramente giovato.
Mia cugina è una gran chiacchierona. Suo marito un taciturno che spesso se ne esce con battute simpatiche (oltre ad essere un abile conversatore e conoscitore di storia,politica e quant'altro).
Una coppia che, coi suoi problemi giornalieri e, ahimè, questioni personali di gran importanza, riesce a conservare l'ironia, la simpatia senza eccedere sprofondando nel cinismo o nello scetticismo. Sposati da dieci anni, pur non avendo bambini, mantengono un atteggiamento genuino nei confronti del mondo, una tranquillità che, frutto di tentativi spesso andati male, io sinceramente gli invidio. E si amano. Forse una peculiarità che pochi ancora tengono in considerazione, sebbene si tratti della base fodamentale dell'unione affettiva.
 
Sono certa che la settimana scivolerà come una folata di vento, tra uscite serali, abbracci nostalgici e sbronze improvvisate. Che inizierà questa sera, per la tanto ambìta processione trapanese dei Misteri, occasione religiosa attesa dai credenti e dalle famiglie per inondare la città di monnezza e gusci di semenza varia, comperare palloncini a forma di personaggi dei cartoni alla fastidiosa prole ed, ovviamente, trovare gente che non vedi da tremiliardi di anni mezza sbronza vagare per l'unica via in cui i giovani si trovano. Appuntamento da Franco Pollo.
 
Bentornata Fabba.
 
F  
 
 
March 07

Una notte al Museo


 
 
"Alcuni nascono grandi, ad altri la grandezza viene imposta, per te è giunto quel preciso momento".
 
Mi è piaciuto proprio un sacco.
Sarà perchè al museo non ci andavo mai da piccola,quindi per me è sempre stata una di quelle esperienze che soltanto chi aveva soldi poteva permettersi di fare.
O semplicemente perchè non c'era un cazzo di museo dalle mie parti.
Una figata.Proprio proprio ben fatto.
Al di là degli effetti speciali, che riescono sempre ad entusiasmare (e chi ha mai visto uno scheletro di Tiranno Sauro in giro per la città?!), il cast azzeccato: in primis per Ben Stiller, che la parte del padre sfigato che colleziona delusioni,che vuole riconquistare il figlio e che vuole prototipare uno snapper , la interpreta proprio bene.
E non scordiamo ovviamente il nostro carissimo Robin Williams (Mrs Doubtfire, L'attimo Fuggente,Al di là dei sogni, Patch Adams, Insomnia) la quale espressività così fervida è degna di tutti gli oscar di 'sto mondo. Un attore che riesce a donare umanità ai propri personaggi, sebbene si tratti di manichini di un qualsiasi Roosevelt di cera.
E per ultima, dunque meno importante, quell'attrice di poca importanza che mi è capitato di vedere i Spy Kids , e già li mi faceva cagare. Ha solo due occhi da cerbiatta e ciò basta a dargli una parte. Infatti è una parte della minchia.
 
E poi la scena del festino anni '70 sulle note funky degli Earth, wind and fire.
 
Ma voi lo sapevate che Dick Van Dyke (che nel film interpreta uno dei tre precedenti guardiani notturni,ai quali subentrerà Larry) era lo spazzacamino di Mary Poppins ? Io rimango sempre più scioccata. Con quel film ci sono praticamente cresciuta. E mi pare di averlo visto in quella serie tv dove interpretava il medico-investigatore.
Come cambia la gente.
Mamma mia.
 
F   
March 06

Il titolo è sempre la parte più difficile - Part I

Credo sia la prima volta dopo mesi che provo a lasciare una personalissima traccia di me, su questo blog.

Il punto è che ogni volta che penso a qualcosa di interessante (per me,mica per voi, tsè), la elaboro un attimo ed ho intenzione di postarla, mi passa la voglia. Ma sul serio.

Ho perso quell'interesse per i miei pensieri. Forse ho perso più specificatamente l'interesse nel riportare i miei pensieri. Perchè son convinta che se non sono lineari e coerenti allora non valgano la pena di esser trascritti.

Si chiamano pensieri perchè devono essere pensati. Poi se uno ci vuole fare qualcos'altro, è un cosa diversa.

Molto spesso essi fluiscono indistinti per divenire poi distintissimi.

Mi capita sempre quando sto a letto,immersa nella capigliatura corvina e riccioluta. Il profilo sinistro sul guanciale, lo sguardo coperto dalle palpebre che confondono la vista nelle tenebre,il braccio sinistro sotto al cuscino che puntualmente dopo cinque minuti si addormenta (vabe',l'ora è quella,insomma).

 

E Inizio...

 

Un tempo qualcuno mi disse che aveva sprecato la propria 'giovinezza' in una storia creduta seria, alla fine della quale il tempo sembrava ormai irrecuperabile. Questa, la giustificazione di un conseguentemente blando atteggiamento nei confronti dei rapporti affettivo-amorosi.

Ho imparato ad accettare che chiunque, poichè diverso, può anche pensarla in maniera differente, reagire in maniera differente ma soprattutto, ha i suoi tempi (anche se continuo a trovarli solo delle vane scuse)

Il fatto è che non si può sperare di tornare indietro e fare ciò che non si è avuto modo di vivere. Intendo, sperare di tornare bambini. No.

Si cresce, il tempo passa proprio per questo. Non è che necessariamente ci sono delle vere tappe (embrione-neonato-adolescente-adulto-vecchio-cadavere) esistenziali, che comportano scoperte e necessari abbandoni. Tappe in cui se fai una cosa, non ne puoi fare un'altra solo perchè in conflitto con la prima. 

Io credo che si debba fare ciò che si vuole e quando si vuole,senza necessariamente badare alle regole da seguire.

 

 

Già. Utopici pensieri adolescenziali.

 

Come sarebbe tutto più facile se si parlasse. Se tentassimo almeno per una volta ad esprimere ciò che proviamo. Se provassimo a tratteggiare le nostre riflessioni con un pennello, come il calligrafo fa con la sua opera.

 

 

 

Di recente il mio smisurato ego ha notato che la propria capacità di rivelarsi si è ampliata.

Non la ritengo una colpa. Ne tantomeno credo possa diventarlo.
L’amore verso se stessi penso sia uno dei sentimenti più nobili.
Che come tutti i sentimenti, se portati allo stremo, all’eccesso, diventa rischioso.
Fastidioso.
Insopportabile.


Per gli altri.

Io rimango convinta del fatto che chiunque, nella sua timidezza, nasconda una sorta di ammirazione verso il proprio ego.
Persino chi si definisce inibito,introverso.

Nessuno escluso.

F